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TAPPA 1: Lungro – Acquaformosa - Rifugio di Piano Campolongo (14,3 km) VERSANTE IONICO

Zona
Parco Nazionale del Pollino – Comunità Arbëresh

Difficoltà
E (Escursionistico)

Distanza
14,3 km

Tempo di percorrenza
5 – 6 ore

Partenza
Lungro – Centro storico

Arrivo
Rifugio di Piano Campolongo (via Acquaformosa)

Dislivello
↑ 800 m   ↓ 270 m

Percorribile
Tutto l’anno

TAPPA 1
Lungro-Acquaformosa-Rifugio di Piano Campolongo (14,3 km)

Il Cammino Arbëresh – Versante Ionico prende avvio dal cuore pulsante dell’identità albanese in Calabria: Lungro, sede dell’Eparchia di rito greco-bizantino. In questo borgo tutto parla arbëreshë – le parole, la fede, la cucina, i gesti quotidiani – creando un’atmosfera di accoglienza e memoria vivissima.

Il cammino si snoda poi verso Acquaformosa, altro scrigno di spiritualità e tradizione, per concludersi presso il Rifugio di Piano Campolongo, immerso nella natura incontaminata del Parco del Pollino. Una tappa iniziale che combina armoniosamente cultura, paesaggio e calore umano.

Acquaformosa
Panoramica di Lungro CS

L’ultimo tratto, più immersivo, conduce al Rifugio di Piano Campolongo, un luogo di ristoro e comunità dove si ritrovano storie, sapori e calore umano. È il posto perfetto per concludere la giornata condividendo piatti tipici attorno al fuoco.

PERCORSO

La tappa ha inizio nel centro storico di Lungro, dove il cammino parte simbolicamente dalla Cattedrale di San Nicola di Mira, cuore spirituale della comunità arbëreshë. Si percorrono strade acciottolate ricche di storia, per poi imboccare sentieri rurali che si diramano tra colline verdeggianti e boschi di castagno.

Dopo circa 5 km, si raggiunge Acquaformosa, un villaggio che invita alla lentezza e alla riflessione. I suoni delle campane, le voci degli anziani e i profumi della cucina casalinga fanno da cornice a una sosta autentica.

Da qui, il sentiero si inerpica progressivamente verso le alture del Pollino, tra boschi di faggio, ruscelli nascosti e paesaggi che si aprono su valli silenziose. 

CENNI STORICI

  • Lungro
    Fondata nel XV secolo da profughi albanesi in fuga dall’invasione ottomana, Lungro è oggi il simbolo spirituale dell’Arbëria. È sede dell’Eparchia di rito greco-bizantino, che la rende unica in Italia, e ospita la Cattedrale di San Nicola di Mira, vero gioiello di arte sacra orientale. I riti liturgici si celebrano ancora in greco e la lingua arbërisht viene tramandata con orgoglio. Un tempo importante centro minerario per l’estrazione del sale, oggi Lungro è anche esempio di resistenza culturale e religiosità viva.
  •  Acquaformosa
    Chiamata Firmoza in arbërisht, Acquaformosa è un piccolo borgo che ha saputo preservare nel tempo la propria anima. Le sue tradizioni si riflettono nei riti religiosi, nei canti e nelle danze, ma anche nella forte propensione all’accoglienza. Negli ultimi decenni, Acquaformosa è diventata modello per progetti di integrazione e tutela delle minoranze linguistiche, accogliendo migranti e rifugiati in un contesto di convivenza attiva.
  • Piano Campolongo
    A oltre 1200 metri, il Rifugio di Piano Campolongo è più di un semplice punto d’appoggio: è un presidio culturale e ambientale. Qui la tradizione arbëreshë si mescola con l’amore per la montagna. I piatti serviti sono autentiche ricette tramandate oralmente, come la jufka (pasta fatta a mano) e il buka me gjizë (pane con ricotta). Il rifugio diventa così luogo d’incontro, racconto e rinascita spirituale.
Acquaformosa (CS), interno chiesa San Giovanni Battista (XVI secolo)

Mappa e profilo altimetrico

Tappa 1: Lungro-Acquaformosa - Rifugio di Piano Campolongo

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