TAPPA 3: Parco della Lavanda - Morano Calabro - San Basile (18,5 km) VERSANTE IONICO
Zona
Parco Nazionale del Pollino – versante nord-est
Difficoltà
E (Escursionistico)
Distanza
18,5 km
Tempo di percorrenza
6 ore
Partenza
Parco della Lavanda (Campotenese)
Arrivo
San Basile
Dislivello
↑ 450 m ↓ 730 m
Percorribile
Tutto l’anno
TAPPA 3
Parco della Lavanda – Morano Calabro – San Basile (18,5 km)
Dal profumo avvolgente dei campi del Parco della Lavanda, il cammino riprende tra boschi silenziosi, vallate fresche e creste montane che svelano paesaggi sempre più ampi. È una tappa di transizione, che unisce due borghi emblematici del Pollino: l’eleganza scenografica di Morano Calabro, gioiello medievale non arbëreshë, e l’anima autentica di San Basile, custode della cultura albanese di Calabria.
Il cammino è un invito a rallentare, contemplare e ascoltare. Si passa dalla meraviglia architettonica alla forza della tradizione viva, in un percorso che nutre occhi, cuore e memoria.
Una breve sosta consente di perdersi tra i vicoli e le chiese, respirando la spiritualità barocca e la storia antica.
PERCORSO
La tappa prende avvio dal Parco della Lavanda, lasciandosi alle spalle l’energia sottile e rigenerante del luogo per entrare nei paesaggi più ampi e mutevoli del Pollino. Il sentiero attraversa boschi di faggio, piccoli corsi d’acqua e sentieri panoramici, fino ad affacciarsi sulla conca di Morano Calabro.
Il borgo si presenta come un anfiteatro naturale, con case addossate alla roccia e sormontate dalle rovine del Castello Normanno-Svevo.
Si riparte poi verso San Basile, seguendo una vecchia strada di collegamento collinare. L’arrivo nel borgo arbëreshë è un ritorno all’identità profonda del Cammino: lingua, riti e cultura albanese si manifestano nei suoni, nei volti e nelle architetture semplici ma cariche di memoria.
CENNI STORICI
- Campotenese e il Parco della Lavanda
Campotenese, piccola frazione montana nel comune di Morano Calabro, ha visto negli ultimi anni una rinascita culturale e ambientale grazie al Parco della Lavanda. Nato da un’idea di valorizzazione del territorio e delle sue potenzialità agricole, il parco ha trasformato un’area marginale in oasi di bellezza e sostenibilità. Qui si coltivano varietà pregiate di lavanda, si producono oli essenziali e si organizzano eventi culturali legati alle tradizioni locali, inclusi elementi dell’identità arbëresh.
Il Parco è oggi punto di incontro per chi cerca una Calabria autentica, profumata e capace di rigenerare corpo e spirito.
- Morano Calabro – Monumento di pietra tra Medioevo e Barocco
Morano Calabro vanta origini antichissime, probabilmente lucane o brettie, poi romanizzate. La sua storia documentata si intensifica con la dominazione normanna e sveva, da cui nasce il Castello medievale, posto in cima al borgo come sentinella della valle.
Durante il periodo aragonese e nei secoli successivi, Morano conosce una grande fioritura culturale e religiosa: vengono edificate numerose chiese barocche, come la maestosa Collegiata di Santa Maria Maddalena, e conventi che testimoniano la vocazione spirituale del luogo. Il borgo, con la sua struttura ad anfiteatro e il labirinto di vicoli in pietra, è oggi considerato uno dei Borghi più belli d’Italia.
Nonostante non sia un centro arbëreshë, Morano si inserisce nel Cammino come tappa di apertura culturale, offrendo un collegamento tra l’anima calabrese più antica e l’identità albanese dei borghi limitrofi.
- San Basile – Custode fedele dell’anima arbëresh
Fondato nel XV secolo da profughi albanesi in fuga dall’invasione ottomana, San Basile nasce attorno a un antico monastero basiliano dedicato a San Basilio Magno, che dà nome al borgo. Qui, fin dall’inizio, la lingua arbërisht, il rito bizantino-greco e le tradizioni del popolo albanese vengono preservate con orgoglio. Il borgo è un piccolo scrigno di cultura viva: le celebrazioni religiose seguono il calendario bizantino, si cantano ancora canti liturgici e popolari in polifonia, e l’intera comunità partecipa a riti e feste in costume tradizionale. I murales in lingua arbëreshë, le insegne bilingui e le iniziative culturali dimostrano come San Basile non viva nel passato, ma continui a custodire attivamente la propria identità.
È uno dei centri più autentici e dinamici dell’arbëria calabrese, e rappresenta un luogo ideale di sosta e incontro tra passato e presente.
